Letta vien dalla campagna elettorale,
In sul calar del sole,
Col suo fascio e reca in mano
Un mazzo di nomi e sòle,
Onde, siccome vuole,
Governar ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il letto e il crime.
Siede con i vicini
Su al Quirinal a filar il vecchiarello,
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa egli manifestava,
Ed ancor sano e snello
Solea parlar la sera intra di quei
Ch’ebbe compagni dell’età più bella.
Già tutta l’aria imbruna,
Torna l’Azzurro e il veleno, e tornan l’ombre
Giù dal Colle e dai partiti,
Al biancheggiar della recente crisi.
Or la squillo dà segno
Della festa che viene;
Ed a quel suon diresti
Che il Cav si ricontenga.
I grillini gridando
Su la piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore:
E intanto riede alla sua barca immensa,
Fischiando, il baffino,
E seco pensa al dì del suo ritorno.

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